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Diego Del Pozzo

 

Scheda del docente

Giornalista e saggista, storico e critico cinematografico, studioso dei generi e delle forme dei media audiovisivi (serialità televisiva e crossmediale, videogames, fumetto e cinema di animazione, nuovi media digitali). Laureato in Storia del cinema all’Istituto Universitario Orientale di Napoli (oggi Università degli studi di Napoli “L’Orientale”), ha collaborato negli anni con le cattedre di Storia del cinema e di Storia delle comunicazioni di massa dell’Orientale e della “Federico II”, presso le quali ha svolto attività di ricerca sul cinema e sugli audiovisivi. Attualmente è docente a contratto presso l’Università “Federico II” di Napoli, dove insegna Generi e forme dell’audiovisivo nel Corso di studio magistrale in Discipline della musica e dello spettacolo – Storia  e teoria; e presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli, dove insegna dal 2012 Storia e teoria dei nuovi media, Teoria e analisi del cinema e dell’audiovisivo, Comunicazione pubblicitaria e Storia del cinema di animazione, sia al Triennio (primo livello) che al Biennio (secondo livello).

È autore di una tra le prime monografie in lingua italiana sul fenomeno della serialità televisiva statunitense, Ai confini della realtà – Cinquant’anni di telefilm americani (Lindau, 2002); inoltre, è autore dei testi del volume fotografico Scenari – Dieci anni di cinema in Campania (Dante & Descartes / Film Commission Regione Campania, 2006) e curatore assieme a Vincenzo Esposito di Rock Around the Screen. Storie di cinema e musica pop (Liguori, 2009) e Il cinema secondo Springsteen (Mephite-Cinemasud, 2012). Ha pubblicato numerosi saggi in volumi collettivi, cataloghi di festival, dizionari tematici e periodici specializzati, tra i quali le riviste scientifiche (classificazione Anvur del 31/10/2017, settore 10/C1) “Cinemasessanta”, “Lo Straniero”, “Quaderni del CSCI” e “Quaderni di Cinemasud” (della quale è membro del comitato editoriale). Ha collaborato con l’Istituto della Enciclopedia Italiana per l’Enciclopedia del Cinema Treccani diretta da Enzo Siciliano. Scrive regolarmente di cinema e audiovisivi nelle pagine di Cultura e Spettacoli del quotidiano “Il Mattino”.

Per oltre dieci anni ha curato i cataloghi dell’Italian Film Festival di Stoccolma (organizzato dalla FICC – Federazione Italiana dei Circoli del Cinema) e con lo stesso festival ha collaborato dal 1999 al 2015 anche nei ruoli di responsabile dell’ufficio stampa italiano e di curatore di alcune sezioni. È stato responsabile dell’ufficio stampa e comunicazione presso festival cinematografici internazionali (come Il Vento del Cinema, diretto da Enrico Ghezzi), rassegne culturali nazionali (come il Premio Strega a Benevento) ed enti pubblici (Assessorato al Turismo, Spettacolo e Cultura della Regione Campania; Presidenza della Provincia di Napoli; Ente Provinciale per il Turismo di Napoli; Azienda Soggiorno e Turismo di Napoli).

Ha curato rassegne culturali e cinematografiche come Rock Around the Screen (14 marzo – 12 aprile 2012, PAN – Palazzo delle Arti di Napoli) e Il cinema secondo Springsteen (30 maggio – 1 giugno 2012, PAN – Palazzo delle Arti di Napoli), tutte e due assieme a Vincenzo Esposito. Ha organizzato, condotto e promosso convegni scientifici come Bruce Springsteen e lo “sfuggente sogno americano” (4 novembre 2015, Accademia di Belle Arti di Napoli) e Visioni digitali (19 maggio 2016, Accademia di Belle Arti di Napoli).

Ambiti di ricerca

Un consistente filone di ricerca, pluriennale e ancora in corso, riguarda la serialità televisiva statunitense, studiata fin dalla metà degli anni Novanta con un approccio teorico derivante dai Cultural Studies, che hanno avuto proprio nell’Orientale di Napoli uno tra i punti di riferimento accademici in Italia. Tali ricerche sono confluite, nel 2002, nella monografia Ai confini della realtà. Cinquant’anni di telefilm americani, edita da Lindau e arricchita da una prefazione di Franco La Polla, uno tra i principali studiosi internazionali di tali tematiche. La monografia all’epoca dell’uscita ha avuto una vasta eco sui media di settore e generalisti (recensita positivamente sulle seguenti testate nazionali: Corriere della Sera, La Repubblica, Avvenire, Il Mattino, Tv Sorrisi e Canzoni, Ciak, Film Tv, Pulp Libri, Il Mucchio Selvaggio, Letture, Delos, Ansa, Rai Radio 3 – Hollywood Party), è stata adottata come testo d’esame nell’ambito di numerosi corsi universitari italiani (Milano IULM, Roma La Sapienza e Roma Tre, Bologna, Napoli Federico II, Salerno, L’Aquila, Palermo) e, più in generale, ha avuto per anni una profonda influenza sugli studi italiani riguardanti la serialità americana, tanto da essere segnalata in bibliografia in tutti i più autorevoli lavori teorici successivi e citata con ampi stralci in numerose opere di riferimento come, per esempio: Aldo Grasso e Massimo Scaglioni, Che cos’è la televisione, Garzanti, 2003; Aldo Grasso, Storia della televisione italiana, Garzanti, 2004; Franco Monteleone (a cura di), Cult Series. Le grandi narrazioni televisive nell’America di fine secolo (due volumi), Audino, 2005; Aldo Grasso (a cura di), Enciclopedia della televisione, Garzanti, 2008. Nel corso degli anni, le ricerche sulla serialità televisiva statunitense hanno prodotto anche una serie di saggi pubblicati in riviste o volumi collettivi come, per esempio: La fiction imperfetta. John Sayles e la televisione, in Roberto Pisoni e Giovanni Spagnoletti (a cura di), John Sayles e il cinema indipendente Usa, Lindau, 2003; Buffy, Dawson e l’orrore della crescita, in Veronica Innocenti e Guglielmo Pescatore (a cura di), Le nuove forme della serialità televisiva. Storia, linguaggio e temi, Archetipolibri, 2008. In lavorazione attualmente è una nuova monografia che faccia da seguito a quella del 2002.

Le ricerche teoriche sulla serialità televisiva statunitense s’intrecciano con quelle sul cinema d’animazione e sui fumetti, sui nuovi media e sul rinnovamento dei generi e delle forme dell’audiovisivo all’epoca del digitale, con particolare attenzione alle reciproche influenze linguistiche tra cinema 2.0 e videogames (intesi come la forma più avanzata, dal punto di vista artistico e industriale, del panorama audiovisivo contemporaneo), al rinnovamento dell’animazione cinematografica e televisiva, alle narrazioni transmediali e immersive, ai mutamenti di un’industria dell’entertainment sempre più convergente (nel senso di convergenza mediale), all’evoluzione delle serie tv di nuova generazione a confronto con la cultura del web, col fenomeno dell’on demand e con piattaforme distributive innovative come Netflix. Tali studi sono stati portati avanti – e proseguono tuttora – nell’ambito dei corsi di Storia e teoria dei nuovi media, Comunicazione pubblicitaria e Teoria e analisi del cinema e dell’audiovisivo tenuti presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli; e nell’ambito del corso di Generi e forme dell’audiovisivo presso l’Università “Federico II” di Napoli. Da tali studi sono scaturiti, negli anni, una serie di laboratori di scrittura con gli studenti (sia in Accademia che alla “Federico II”) e un progetto teorico-pratico biennale sul videogioco in pieno svolgimento presso il biennio di Design della comunicazione – Multimedia dell’Accademia. Ulteriori ipotesi teoriche, inoltre, sono state indagate in alcuni saggi per riviste o volumi collettivi come, per esempio: Gli sconfinamenti digitali del “cinema videoludens”, in “Zeusi” n.° 05, 02/2018; Supereroi transmediali. La Marvel nell’era della convergenza tra cartoons, tv e cinema, in Raffaele De Fazio e Lorenzo Raggioli (a cura di), L’incredibile Marvel. 75 anni di meraviglie a fumetti, Comicon Edizioni / Panini Books 2015; (Farsi) abitare tra reale e virtuale al tempo dei nuovi media, in “Zeusi” n.° 02, 12/2015. Su questi argomenti è in corso di pubblicazione una nuova monografia per le edizioni Mephite-Cinemasud.

Ulteriori filoni di ricerca sono quelli dedicati al macrogenere fantastico sia al cinema che in televisione (esplorato attraverso numerosi saggi, soprattutto sulle riviste scientifiche “Cinemasessanta” e “Quaderni di Cinemasud”) e ai rapporti tra cinema, musica rock e immaginario collettivo statunitense, alla base di una serie di saggi teorici per rivista e di due libri, curati assieme a Vincenzo Esposito: Il cinema secondo Springsteen, Mephite-Cinemasud, 2012 (adottato come testo d’esame all’Università Federico II di Napoli e recensito positivamente sulle testate giornalistiche La Repubblica, La Stampa, Il Mattino, Ansa, AdnKronos, Ilsole24ore.com, Buscadero, Blow Up, Suono, LeiWeb.it, L’Arena, Corriere del Mezzogiorno, Roma, Il Giornale di Vicenza, Bresciaoggi, Rai Radio 3 – Zazà, Rai Radio 3 – Hollywood Party); e Rock Around the Screen. Storie di cinema e musica pop, Liguori, 2010 (adottato come testo d’esame all’Università Federico II di Napoli, presentato dal regista e attore Carlo Verdone durante un convegno all’Università Roma Tre e recensito positivamente sulle testate giornalistiche La Repubblica, Il Giornale, Il Mattino, il manifesto, City, Ansa, AdnKronos, Ciak, Rolling Stone, Jam, Film Tv, Roma, La Gazzetta del Mezzogiorno, Rai – TgR Campania).

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Nel corso dell'Anno accademico 2018-2019 insegna Teoria e analisi del cinema e dell'audiovisivo al Triennio di Fotografia-Cinema-Televisione, Storia e teoria dei nuovi media al Triennio di Design della comunicazione e Storia del cinema di animazione al Biennio di Cinema-Animazione.

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Teoria e analisi del cinema e dell'audiovisivo - Programma del corso (Anno accademico 2018-2019 - Primo semestre)

Il corso si propone di analizzare l’evoluzione teorica, linguistica e tecnologica del cinema e dei media audiovisivi, dalle origini del cinematografo di fine Ottocento attraverso oltre centoventi anni di immagini in movimento (filmiche, televisive, videoludiche) fino all’avvento del digitale e delle nuove forme di post-cinema transmediale e convergente.
Durante le lezioni frontali e gli incontri laboratoriali, arricchiti dalla fruizione di materiali audiovisivi tematici, il corso intende approfondire i contributi culturali e analitici dei principali teorici del medium cinematografico: dalle "teorie sommerse" delle origini alle grandi teoriche, dalle teorie ontologiche del Secondo dopoguerra alle nuove tendenze della teoria del cinema, fino agli apporti degli studiosi contemporanei di televisione, serialità, nuovi media e game theory.
Attraversando le principali correnti filosofiche e culturali che, in oltre centoventi anni di immagini in movimento, hanno studiato il cinema e gli audiovisivi (sociologia, psicologia e psicoanalisi, semiotica, approcci multidisciplinari, cultural studies, narratologia, analisi dei processi cognitivi, studi storici, estetica del cinema), il corso vuole approfondire, al tempo stesso, l’evoluzione linguistica e tecnologica di questi media, grazie all’analisi di alcune importanti opere filmiche e alla visione e allo studio di specifici modelli cinematografici selezionati tra quelli internazionali di maggiore rilevanza teorica.
Tra i principali argomenti inclusi nel programma vi sono: la riproduzione del reale (Lumière) e la rappresentazione fantastica (Méliès), la narrazione per immagini in movimento (Porter), la nascita dei generi cinematografici e la ricostruzione storica (Griffith), il documentario, lo sperimentalismo e le avanguardie storiche, l’evoluzione tecnologica (dal muto al sonoro, dal bianco e nero al colore, dalla pellicola al digitale), l’immagine animata (dai disegni animati agli effetti visivi digitali), la serialità e le nuove narrazioni transmediali, il cinema convergente e i rapporti tra film e videogames.
Particolare attenzione è dedicata al rinnovamento linguistico e tematico degli anni Sessanta e Settanta, con un focus sul Sessantotto, in occasione del cinquantesimo anniversario di una data-chiave per l'evoluzione della società novecentesca e, conseguentemente, delle sue modalità di rappresentazione.
Come già sperimentato in altri corsi, sulla base dei riscontri positivi da parte degli studenti in termini di partecipazione e di acquisizione di conoscenze e competenze, anche in questo caso sono previsti incontri, nell’ambito di speciali workshop formativi, con produttori, registi, tecnici impegnati nel settore del cinema e degli audiovisivi.
L’obiettivo del corso è di fornire agli studenti una più approfondita conoscenza degli elementi fondamentali del linguaggio cinematografico e dei principali strumenti di analisi dell’audiovisivo alla luce delle riflessioni teoriche e dei differenti approcci disciplinari studiati.

Orario delle lezioni:
- Lunedì, dalle ore 14 alle ore 16.30;
- Mercoledì, dalle ore 14 alle ore 16.30.
Le lezioni si svolgono nell'aula 206/a al terzo piano (sede centrale), tranne in occasione di proiezioni o incontri speciali.
 
Programma per l'esame:
- Dispensa a cura del docente;
- Diego Del Pozzo, Videoludens. Convergenza mediale, animazione digitale, nuove narrazioni immersive, Mephite-Cinemasud (in corso di pubblicazione);
- La conoscenza dei materiali audiovisivi proiettati durante il corso.

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Storia e teoria dei nuovi media - Programma del corso (Anno accademico 2018-2019 - Primo semestre)
 
Il corso si propone di analizzare le forme narrative, le trasformazioni tecnologiche e le architetture visive del cinema e della televisione nell’epoca del digitale, del web 2.0 e di quella che il teorico americano Henry Jenkins definisce “cultura convergente”. Tali media, infatti, hanno profondamente mutato la loro stessa natura in seguito all’avvento delle tecnologie digitali, capaci di attivare una serie di processi di convergenza e ri-mediazione nei confronti dei mezzi di comunicazione tradizionali (si pensi alla telefonia mobile e alla stessa tv convergente), estendendo anche a questi quelle caratteristiche reticolari e interattive normalmente associate all’universo dell’informatica.

Più nel dettaglio, durante le lezioni frontali e gli incontri laboratoriali, arricchiti dalla fruizione di materiali audiovisivi tematici, il corso intende approfondire la produzione e l’estetica cinematografica e televisiva degli ultimi vent’anni, alla luce delle rilevanti trasformazioni sul piano della tecnica e del linguaggio (André Bazin sosteneva che «ogni tecnica rimanda a una metafisica») e dell’inedito intreccio crossmediale che contraddistingue sempre di più l’industria contemporanea dei media e della comunicazione.

Tipici di questi anni, infatti, sono fenomeni decisivi come il ripensamento e la ridefinizione delle strutture narrative tradizionali, non più necessariamente lineari ma transmediali; il superamento del concetto di palinsesto, reso obsoleto dalla nuova tv digitale, convergente e “on demand”; una sempre più influente estetica del videoclip musicale, della pubblicità e dei videogames sulle narrazioni filmiche e telefilmiche; la centralità della logica ipertestuale del web e del concetto di condivisione proprio dei social network nella creazione delle opere d’arte visuali contemporanee. Tali fenomeni influenzano in maniera decisiva la produzione artistica contemporanea, in particolare se riferita a piattaforme mediali come quella cinematografica e quella televisiva, indissolubilmente e per loro stessa natura connesse all’evoluzione della tecnologia.

Orario delle lezioni:
- Giovedì, dalle ore 14 alle ore 16.30;
- Venerdì, dalle ore 14 alle ore 16.30.
Le lezioni si svolgono nell'aula G2 della sede FoQus, tranne in occasione di proiezioni o incontri speciali.
 
Programma per l'esame:
- Vanni Codeluppi, I media siamo noi, Franco Angeli Editore, 2014;
- Riccardo Fassone, Cinema e videogiochi, Carocci Editore, 2017;
- Dispensa a cura del docente;
- La conoscenza dei materiali audiovisivi proiettati durante il corso.

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