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Eduardo Grillo

 

Eduardo Grillo è dottore di ricerca in Semiotica e comunicazione simbolica. Ha insegnato filosofia del linguaggio presso l’Università di Perugia e attualmente insegna semiotica dell’arte all’Accademia di Belle Arti di Napoli. La sua tesi di dottorato ricostruisce lo sviluppo della teoria dell’argomentazione nella lingua di Oswald Ducrot. Il suo ambito principale di ricerca è la narratologia da un punto di vista semiotico. Si è interessato di teoria semiotica, pensiero investigativo, fumetti, letteratura, serie tv ed estetica. Al momento ha avviato due linee di ricerca. La prima riguarda i meccanismi semiotico-narrativi che rendono possibile a testi molto diversi di imporsi quali icone culturali, in costante riferimento all’idea di “sgangherabilità” dei testi avanzata da Umberto Eco. La seconda vuole integrare i portati della narratologia post-classica con il metodo semiotico a proposito dei fenomeni della tensione narrativa (suspence, curiosità, sorpresa). 
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SEMIOTICA DELL'ARTE (8) - PITTURA - PROGRAMMA DEL CORSO 2018-2019
Il corso di semiotica dell'arte prevede un'introduzione alle riflessioni semiotiche che hanno segnato gli ultimi cinquanta anni e quindi l'applicazione dello sguardo e del metodo semiotico alle opere d'arte e più in generale a tutti i testi a vocazione estetica. Considerato che la semiotica è, secondo la definizione di Umberto Eco, un campo di studi che vertono sui sistemi di significazione e sui conseguenti processi di comunicazione, il corso di semiotica dell'arte ha il compito di introdurre allo studio delle modalita di generazione e trasmissione del senso delle opere artistiche nel loro rapporto con la comunità degli interpreti. L'analisi semiotica delle opere artistiche si concentra dunque su almeno tre aspetti: la strutturazione formale dell'opera, che incarna e distribuisce i valori segnici in un significato unitario; lo sforzo interpretativo del fruitore che attualizza e completa il senso dell'opera; il contesto culturale in cui l'opera appare, che fornisce l'orizzonte di senso in cui opera e interprete instaurano il proprio dialogo. Il corso è idealmente diviso in tre parti. Nella prima verrà introdotta la disciplina della semiotica con particolare attenzione al suo sviluppo storico e ai suoi presupposti epistemologici, soffermandosi sulle nozioni di segno, di sistema semiotico, di articolazione narrativa del senso, di testo, di interpretazione. Nella seconda parte si discuterà la natura semiotica dell'opera d'arte e del testo estetico, mettendo poi in evidenza gli aspetti metodologici e analitici della disciplina. Si prenderanno in esame i problemi fondamentali di un approccio semiotico ai fenomeni artistici, in particolare la supposta natura di linguaggio dell'arte, passando in rassegna i diversi orientamenti teorici nell'ambito della semiotica dell'arte. Infine, la terza parte presenterà specifiche analisi di opere pittoriche, mettendo in evidenza gli aspetti metodologici. L'obiettivo finale del corso è triplice: in primo luogo rendere I'allievo consapevole dei problemi di ordine semiotico che riguardano le opere d'arte; in secondo luogo rendere l'allievo capace di condurre in modo autonomo un'analisi di impronta semiotica sulle principali opere delle storia dell'arte e di riflettere in itinere sulle proprie realizzazioni. ln terzo e ultimo luogo, sensibilizzare l'allievo all'analisi del proprio contesto estetico-culturale in cui si trova a operare.

Primo modulo: Introduzione alla semiotica.
       Traini S., Le due vie della semiotica, Milano: Bompiani, capp. 3, 4, 6, 7. Più 
       cenni dei capitoli 1, 2. 
Secondo modulo:
Approcci semiotici all’arte
       Calabrese O., Il linguaggio dell'arte, Milano: Bompiani, in part. i parr. 2.2, 2.3, 2.5.5., 3.1,        
       4.1, 4.2, 4.4, 4.5.

Terzo modulo: Analisi semiotiche
      Calabrese A., Come si legge un'opera d'arte, Milano: Mondadori Università, 2006,   
       esclusi i capitoli 9 e 11.

 

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SEMIOTICA DELL'ARTE (6) - FCT - PROGRAMMA DEL CORSO 2018-2019
Il corso di semiotica dell'arte prevede un'introduzione alle riflessioni semiotiche che hanno segnato gli ultimi cinquanta anni e quindi l'applicazione dello sguardo e del metodo semiotico alle opere d'arte e più in generale a tutti i testi a vocazione estetica. Considerato che la semiotica è, secondo la definizione di Umberto Eco, un campo di studi che vertono sui sistemi di significazione e sui conseguenti processi di comunicazione, il corso di semiotica dell'arte ha il compito di introdurre allo studio delle modalita di generazione e trasmissione del senso delle opere artistiche nel loro rapporto con la comunità degli interpreti. L'analisi semiotica delle opere artistiche si concentra dunque su almeno tre aspetti: la strutturazione formale dell'opera, che incarna e distribuisce i valori segnici in un significato unitario; lo sforzo interpretativo del fruitore che attualizza e completa il senso dell'opera; il contesto culturale in cui l'opera appare, che fornisce l'orizzonte di senso in cui opera e interprete instaurano il proprio dialogo. Il corso è idealmente diviso in tre parti. Nella prima verrà introdotta la disciplina della semiotica con particolare attenzione al suo sviluppo storico e ai suoi presupposti epistemologici, soffermandosi sulle nozioni di segno, di sistema semiotico, di articolazione narrativa del senso, di testo, di interpretazione. Nella seconda parte si discuterà la natura semiotica dell'opera d'arte e del testo estetico, mettendo poi in evidenza gli aspetti metodologici e analitici della disciplina. Si prenderanno in esame i problemi fondamentali di un approccio semiotico ai fenomeni artistici: la supposta natura di linguaggio dell'arte, il problema dell'iconismo, le possibilita di scomposizione analitiche di un tutto organico qual è l'opera d'arte, passando in rassegna i diversi orientamenti teorici nell'ambito della semiotica dell'arte. Nella terza parte, infine, il corso si concentrerà sull'analisi dei caratteri della cosiddetta "età neobarocca" che, individuata da Omar Calabrese già a partire dalla fine degli anni Settanta, è ben lungi dall'essersi esaurita, e rappresenta ancora il nostro orizzonte estetico; infatti, i caratteri rilevati da Calabrese (il ritmo elevato di stimoli estetici, la tendenza alla frammentazione, al rimandointertestuale, a serialità di principio...) sono ancora ben presenti nelle realizzazioni a vocazione estetica che popolano il nostro intorno culturale. L'obiettivo finale del corso è triplice: in primo luogo rendere I'allievo consapevole dei problemi di ordine semiotico che riguardano le opere d'arte; in secondo luogo rendere l'allievo capace di condurre in modo autonomo un'analisi di impronta semiotica sulle principali opere delle storia dell'arte e di riflettere in itinere sulle proprie realizzazioni. ln terzo e ultimo luogo, sensibilizzare l'allievo all'analisi del proprio contesto estetico-culturale in cui si trova a operare.
 
Questi i testi d'esame:

Primo modulo. Introduzione alla semiotica

Traini S., Le due vie della semiotica, Milano: Bompiani, 2006, capp. 1,2,3,4,6,7.

 

Secondo modulo: Principi di semiotica dell’arte e cooperazione interpretativa

Per tutti:

Calabrese O., Il linguaggio dell’arte, Milano, Bompiani, 1985, parr. 2.2, 2.3, 2.5.5, 4.1-4.5 (pp. 64-76; 96-103; 153-185).

Pezzini I., «Praticare il testo. Oltre l’interpretazione, gli usi», in Il testo galeotto, Roma, Meltemi, 2007, pp. 141-158 (sui fenomeni fandom).

Fotografia. Uno a scelta tra:

Pezzini I., «Gli occhi di Saddam: immagini del nemico», E/C, 2 agosto 2005;

Dodaro D., Milanese A. «Tempo di esposizione: la (ri) costruzione fotografica del trauma de L’Aquila nei “memoriali informativi” on-line del Gruppo L’Espresso», E/C.

Cinema. Uno a scelta tra:

Pezzini I., Le passioni del lettore, Milano, Bompiani, 1998, cap. 8. (su Ejzenštejn);  

De Ruggieri F., «Matrix and the city: città/virtuale/città reale nell’immaginario visivo contemporaneo», E/C.

Galofaro F., «Struttura e interpretazione. Mulholland Drive di David Lynch», E/C.

 

Terzo modulo: Il Neobarocco.

Calabrese O., Il Neobarocco. Forma e dinamiche della cultura popolare, Lucca: La Casa Usher, 2013, pp. 9-233.

Consigliato: Carocci E., «Postmoderno, neobarocco. Un'ipotesi sul cinema contemporaneo», in Le età del cinema, Udine: Forum.

 

 

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