Augusto Giuffredi

Ricordo di Augusto Giuffredi

La settimana scorsa ci ha lasciato Augusto Giuffredi: scultore, restauratore e professore di Restauro e tecniche dei materiali lapidei e derivati; superfici decorate dell'architettura delle Accademie di Belle Arti, uomo di straordinaria sensibilità e profonda competenza, che ha dedicato la sua vita alla conservazione dei materiali lapidei, degli affreschi e, soprattutto, delle opere in gesso, di cui è stato tra i più autorevoli conoscitori. Una grave perdita per il mondo del restauro e della cultura, un amico dell'Accademia di Belle Arti di Napoli.

Nato nel 1952 a Montecchio nell’Emilia (RE), formatosi all’Accademia di Belle Arti di Bologna, diplomato in Scultura e al DAM a Bologna , Augusto ha amato in modo particolare la nostra Accademia e la nostra città. Ha insegnato a Napoli dall'inizio degli anni Duemila fino a pochi anni fa, formando generazioni di restauratori e contribuendo in modo determinante alla costruzione della nostra Scuola di Restauro, prima nel Corso Sperimentale e quindi nel Corso abilitante, nell’ambito del PFP1. Il suo magistero ha attraversato i più importanti istituti italiani: ha insegnato a Brera, a Carrara e a Bologna, legando il proprio nome, in ciascuna di queste sedi, al recupero e alla valorizzazione di un patrimonio prezioso e identitario delle Accademie, quale quello dei calchi in gesso. Ha restaurato anche i preziosi gessi degli istituti d’arte di Modena, Reggio Emilia e dell’Accademia di Belle Arti di Ravenna. A Napoli, in particolare, il suo lavoro e la sua dedizione sono stati determinanti per il recupero del prezioso patrimonio di calchi e gessi, per l’apertura della Gipsoteca (2007 e suo ampliamento 2009), per il restauro e il nuovo allestimento del calco del fregio del Partenone nella nuova Aula Magna (2010), ma non solo.

Ha continuato a curare la Gipsoteca fino ad oggi con passione e dedizione, e stava ultimando il restauro del grande del grande calco di Canova del Napoleone in veste di Marte pacificatore che presenteremo a breve in un convegno internazionale.

Ma la sua eredità più grande non risiede soltanto nelle opere restaurate: vive nelle tante restauratrici e nei tanti restauratori che ha formato con passione, pazienza e generosità, trasmettendo non solo conoscenze tecniche, ma anche un metodo di valutare le opere fondato sulla complessità dell’approccio e fatto di responsabilità e rispetto etico.

Augusto ha amato profondamente la ricerca, che per lui è stata sempre essenziale quanto il dialogo con i colleghi e con gli studenti. Ha scritto libri e articoli, partecipato a convegni nazionali e internazionali, contribuendo in maniera decisiva alla credibilità delle Scuole di restauro delle Accademie, ha animato comitati scientifici di associazioni e convegni, organizzato incontri, workshop, presentazioni di volumi. Profondo conoscitore delle tecniche artistiche, ha coltivato con passione le tecniche tradizionali e quelle sperimentali e il dialogo con i colleghi restauratori, ma anche con i diagnosti, gli storici dell'arte, i fotografi, gli architetti e gli allestitori, sempre convinto che il restauro sia, prima di tutto, una disciplina d'équipe. Ha contribuito in modo determinante, all'interno del tavolo tecnico per le Accademie del MUR, alla definizione degli ordinamenti PFP1, PFP2, PFP4 e PFP5, abilitanti alla professione di restauratore di beni culturali, e più in generale alla definizione del moderno percorso formativo quinquennale dei restauratori, certo che il sapere manuale dovesse dialogare costantemente con la diagnostica, la ricerca scientifica e la sperimentazione di nuovi metodi operativi.

Tra i suoi lavori restano punti di riferimento per intere generazioni di restauratori il volume Scultura in pietra. Strumenti e tecniche, primo di una collana su "Le tecniche artistiche ed il restauro" da lui stesso curata e frutto di una ricerca pluridecennale arricchita dai suoi numerosi viaggi in Europa, Asia e nelle Americhe, il Manuale delle tecniche di formatura e fonderia, pubblicato da Alinea nel 2006 e ampliato nel 2010 con il titolo Formatura e fonderia guida ai processi di lavorazione, e il restauro di tre modelli in gesso dell'Accademia di Belle Arti di Ravenna", edito da EDIFIR nel 2020. Ha pubblicato molti contributi scientifici in riviste e atti di convegni disseminando con generosità le sue conoscenze. Ha inoltre restaurato e messo in sicurezza un ingente patrimonio di gessi, restituendo alle Accademie in cui ha insegnato opere che rischiavano di andare perdute per sempre.

Era modesto, fattivo, affidabile, professionale, profondamente innamorato del proprio lavoro e della ricerca, schivo da ogni retorica e con un gran senso dell’humor. Per tutti è stato un grande professionista, un punto di riferimento sicuro, un maestro; un uomo sincero che ha fatto tantissimo per la nostra Scuola e per il patrimonio della nostra Accademia.

Il suo magistero resta nei suoi scritti, nelle tante opere del patrimonio che ha restaurato e nel ricordo di tutti noi, colleghi e intere generazioni di studenti che abbiano avuto il privilegio di conoscerlo e di frequentarlo e che non lo dimenticheremo.

 

L'Accademia di Belle Arti di Napoli