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Diego Del Pozzo

 

Scheda del docente

Diego Del Pozzo è giornalista, storico e critico cinematografico, studioso di metodologie e tecniche della comunicazione e di generi e forme dell’audiovisivo (serialità televisiva e crossmediale, videogames, fumetto e animazione, comunicazione pubblicitaria). Laureato in Scienze politiche (Indirizzo Storico-politico) con tesi di laurea in Storia e critica del cinema, nell’anno accademico 1994-1995 all’Istituto Universitario Orientale di Napoli (oggi Università degli studi di Napoli “L’Orientale”), ha collaborato negli anni con le cattedre di Storia e critica del cinema e di Storia delle comunicazioni di massa della stessa Orientale e dell’Università “Federico II” di Napoli, svolgendo in entrambi gli Atenei attività di ricerca su cinema, televisione e comunicazione audiovisiva. Attualmente è docente a contratto presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli, dove insegna dal 2012 Comunicazione pubblicitaria, Storia e teoria dei nuovi media, Teoria e analisi del cinema e dell’audiovisivo, Storia del cinema di animazione, sia al Triennio (primo livello) che al Biennio (secondo livello). Ha insegnato anche Generi e forme dell’audiovisivo presso l’Università “Federico II” di Napoli, nel Corso di studio magistrale in Discipline della musica e dello spettacolo – Storia  e teoria. È terzo nella graduatoria nazionale costituita ai sensi dell’articolo 1, comma 655, Legge n.° 205/2017 per incarichi di docenza a tempo determinato e indeterminato nelle Istituzioni AFAM statali, relativamente al settore artistico disciplinare ABPC67 – Metodologie e tecniche della comunicazione – Prima fascia (articolo 9, comma 3, Decreto del Ministro dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca n.° 597/2018).

È autore di una tra le prime monografie in lingua italiana dedicate al fenomeno della serialità televisiva statunitense, Ai confini della realtà – Cinquant’anni di telefilm americani (Lindau, 2002). Inoltre, è autore dei testi del libro fotografico Scenari – Dieci anni di cinema in Campania (Dante & Descartes / Film Commission Regione Campania, 2006). Ha curato (assieme a Vincenzo Esposito) i volumi Rock Around the Screen. Storie di cinema e musica pop (Liguori, 2009) e Il cinema secondo Springsteen (Mephite-Cinemasud, 2012). Ha pubblicato numerosi saggi scientifici e divulgativi in volumi collettivi, cataloghi di festival, dizionari tematici e periodici specializzati, tra i quali le riviste scientifiche (classificazione Anvur del 22/05/2019, settore 10/C1) “Cinemasessanta”, “Lo Straniero”, “Quaderni del CSCI” e “Quaderni di Cinemasud” (della quale è membro del comitato editoriale). Ha collaborato con l’Istituto della Enciclopedia Italiana per l’Enciclopedia del Cinema Treccani diretta da Enzo Siciliano. Scrive regolarmente di cinema, audiovisivi e fumetti nelle pagine di Cultura e Spettacoli del quotidiano “Il Mattino” e collabora anche con il quotidiano “Il Messaggero”.

Per oltre dieci anni ha curato i cataloghi dell’Italian Film Festival di Stoccolma (organizzato dalla FICC – Federazione Italiana dei Circoli del Cinema) e con lo stesso festival ha collaborato dal 1999 al 2015 anche nei ruoli di responsabile dell’ufficio stampa italiano e di curatore di alcune sezioni. È stato responsabile dell’ufficio stampa e comunicazione presso festival cinematografici internazionali (come Il Vento del Cinema, diretto da Enrico Ghezzi), rassegne culturali nazionali (come il Premio Strega a Benevento) ed enti pubblici (Assessorato al Turismo, Spettacolo e Cultura della Regione Campania; Presidenza della Provincia di Napoli; Ente Provinciale per il Turismo di Napoli; Azienda Soggiorno e Turismo di Napoli). Nel 2003, è stato nominato in rappresentanza dell’Assessorato al Turismo, Spettacolo e Cultura della Regione Campania all’interno del gruppo di lavoro per la redazione di uno studio di fattibilità finalizzato alla realizzazione della “Cineteca regionale – Centro cinematografico audiovisivo regionale” prevista dalla Legge regionale n.° 31 del 27 maggio 1982. Inoltre, nel biennio 2005-2006, su incarico del presidente della Provincia di Napoli, ha realizzato un “Censimento e studio delle iniziative, delle risorse, delle problematiche esistenti sul territorio della provincia di Napoli nel settore delle comunicazioni di massa”.

Ha curato rassegne culturali e cinematografiche; organizzato, condotto e promosso convegni scientifici, seminari e workshop in ambito accademico e non. È ideatore e curatore della manifestazione Nel nome di Stan Lee. La Marvel tra fumetto, cinema e nuovi media digitali, organizzata dal progetto “Itinera – Itinerari per l’innovazione sociale” col sostegno di Fondazione Con il Sud e in collaborazione con COMICON nell’ambito del cartellone di COMICON(ON)OFF. È fondatore e presidente dell’associazione di promozione sociale “Blackout”, circolo del cinema aderente dal 2003 alla FICC – Federazione Italiana dei Circoli del Cinema, la storica associazione impegnata da anni, in Italia e all’estero, nella divulgazione e valorizzazione della cultura cinematografica e audiovisiva attraverso proiezioni, rassegne, dibattiti, conferenze, corsi e attività formative, pubblicazioni cartacee e digitali.

Ambiti di ricerca

Tra i suoi ambiti di ricerca, quello più consistente, pluriennale e ancora in corso, riguarda la serialità televisiva statunitense, studiata fin dalla prima metà degli anni Novanta con un approccio teorico derivante dai Cultural Studies, che hanno avuto proprio nell’Orientale di Napoli uno tra i punti di riferimento accademici in Italia. Tali ricerche sono confluite, nel 2002, nella monografia Ai confini della realtà. Cinquant’anni di telefilm americani, edita da Lindau e arricchita da una prefazione dello storico e teorico del cinema e della televisione Franco La Polla, uno tra i principali studiosi internazionali di tali tematiche. La monografia ha avuto all’epoca una forte influenza sugli studi italiani riguardanti la serialità americana; è stata adottata come testo d’esame nell’ambito di numerosi corsi universitari italiani e recensita positivamente sui media di settore e generalisti. Nel corso degli anni, le ricerche sulla serialità televisiva statunitense hanno prodotto anche numerosi saggi e articoli in riviste o volumi collettivi come, per esempio, Buffy, Dawson e l’orrore della crescita, in Veronica Innocenti e Guglielmo Pescatore (a cura di), Le nuove forme della serialità televisiva. Storia, linguaggio e temi, Archetipolibri, 2008; o La fiction imperfetta. John Sayles e la televisione, in Roberto Pisoni e Giovanni Spagnoletti (a cura di), John Sayles e il cinema indipendente Usa, Lindau, 2003.

Le ricerche teoriche sulla serialità televisiva statunitense s’intrecciano con quelle sulla comunicazione pubblicitaria e crossmediale, sul cinema di animazione e sui fumetti, sui nuovi media e sul rinnovamento dei generi e delle forme dell’audiovisivo in epoca digitale, con particolare attenzione alle reciproche influenze linguistiche tra cinema 2.0 e videogames (intesi come la forma più avanzata, dal punto di vista artistico e industriale, del panorama audiovisivo contemporaneo), al rinnovamento dell’animazione cinematografica e televisiva, alle narrazioni transmediali e immersive, ai mutamenti di un’industria dell’entertainment sempre più convergente (nel senso di convergenza mediale), all’evoluzione delle serie tv di nuova generazione a confronto con la cultura del web, col fenomeno dell’on demand e con piattaforme distributive innovative. Tali ricerche, che hanno prodotto negli anni numerosi saggi in riviste e volumi collettivi, sono state portate avanti – e proseguono ancora oggi – nell’ambito dei corsi di Storia e teoria dei nuovi media, Comunicazione pubblicitaria e Teoria e analisi del cinema e dell’audiovisivo tenuti presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli; e nell’ambito del corso di Generi e forme dell’audiovisivo presso l’Università “Federico II” di Napoli.

Ulteriori filoni di ricerca sono quelli dedicati al macrogenere fantastico sia al cinema che in televisione (esplorato attraverso numerosi saggi, soprattutto sulle riviste scientifiche “Cinemasessanta” e “Quaderni di Cinemasud”) e ai rapporti tra cinema, musica rock e immaginario collettivo statunitense, alla base di una serie di saggi teorici per rivista (per esempio, Come una visione. Bruce Springsteen e il cinema americano per la rivista scientifica “Lo Straniero”) e soprattutto di due libri, curati assieme a Vincenzo Esposito: Il cinema secondo Springsteen, Mephite-Cinemasud, 2012; e Rock Around the Screen. Storie di cinema e musica pop, Liguori, 2010 (entrambi adottati come testi d’esame in alcune Università italiane e recensiti positivamente su numerose testate specializzate e generaliste nazionali).


Durante l'anno accademico 2019-2020 insegna le seguenti materie:

Teoria e analisi del cinema e dell'audiovisivo (60 ore, 8 cfa - Triennio di Fotografia-Cinema-Televisione)
Primo semestre: lezioni il mercoledì dalle ore 14.00 alle ore 16.30 (aula 206/a) e il giovedì dalle ore 14.00 alle ore 16.30 (aula 206/b).

Storia del cinema di animazione (45 ore, 6 cfa - Biennio di Cinema / Animazione)
Primo semestre: lezioni il lunedì dalle ore 14.00 alle ore 18.30 (aula 203).

Comunicazione pubblicitaria (100 ore, 8 cfa - Biennio di Design della comunicazione)
Secondo semestre: orario lezioni da definire;


Anno accademico 2019-2020 - Programma dei corsi:

Teoria e analisi del cinema e dell'audiovisivo

Il corso di quest’anno intende esplorare e analizzare le trasformazioni linguistiche, artistiche, tecnologiche e industriali del cinema alla luce delle connessioni e ibridazioni con gli altri media audiovisivi e con le forme della cultura pop emerse nella “società dello spettacolo” e della comunicazione dagli anni Cinquanta del Novecento ai giorni nostri, con particolare riferimento agli Stati Uniti d’America intesi come “laboratorio” di tendenze poi destinate a diventare globali.

Principali argomenti del corso:

  • L’avvento della televisione e la crisi dell’industria cinematografica negli Stati Uniti del Secondo dopoguerra;
  • Dalla live television alle serie tv registrate: i “casi” delle antologie di Alfred Hitchcock e Rod Serling;
  • Il boom della pubblicità tra “seconda rivoluzione creativa” e “persuasori occulti”;
  • La “nascita dei giovani” e i “rebels without a cause” tra Marlon Brando e James Dean;
  • Cinema e rock / 01: Elvis Presley, l’esplosione del rock and roll e i teen-rock movies;
  • La Marvel Comics e le nuove forme della serialità pop all'inizio degli anni Sessanta;
  • La dissoluzione dei generi cinematografici classici;
  • Cinema e rock / 02: il 1969;
  • La New Hollywood;
  • Gli anni Ottanta e l’era del blockbuster;
  • Videoclip style;
  • Cinema e rock / 03: il “caso di studio” di Bruce Springsteen e del suo runaway american dream;
  • Il macro-genere fantastico;
  • Effetto-nostalgia e ritorni al futuro;
  • Replicanti postmoderni;
  • Il digitale cambia tutto, per sempre;
  • Cinema/Videogames/Cinema;
  • La quality tv e la nuova golden age della televisione americana;
  • Transmedia storytelling, universi narrativi e nuove narrazioni immersive;
  • Cinema 2.0;
  • Web e nuove piattaforme;
  • Il fenomeno dei cinecomics e il “caso di studio” del Marvel Cinematic Universe.

Lezioni frontali e incontri laboratoriali sono arricchiti, come di consueto, dalla fruizione di materiali audiovisivi tematici. Come già sperimentato negli anni scorsi, sulla base dei riscontri positivi da parte degli studenti in termini di partecipazione e di acquisizione di conoscenze e competenze, anche in questo caso sono previsti incontri, nell’ambito di speciali workshop formativi, con produttori, registi, tecnici impegnati nel settore del cinema e degli audiovisivi.

L’obiettivo del corso è di fornire agli studenti una più approfondita conoscenza delle trasformazioni che hanno interessato il cinema e il suo linguaggio nel confronto-scontro con gli altri media audiovisivi e con le forme della cultura pop tardo-novecentesche, in un rapporto fatto di influenze reciproche rese sempre più profonde nell’epoca del digitale e della convergenza mediale.

Testo per l'esame: dispensa a cura del docente.

 

Storia del cinema di animazione

Il corso si propone di analizzare l’evoluzione storica del cinema d’animazione, dal punto di vista artistico e industriale, linguistico e tecnologico, a partire dalla nascita nella Parigi del 1892, con il Théâtre optique di Émile Reynaud (tre anni prima, rispetto al Cinématographe dei fratelli Lumière e, quindi, al cinema dal vero), attraverso quasi centotrenta anni di immagini in movimento (filmiche, televisive, videoludiche) realizzate al di fuori del campo della riproducibilità del movimento reale e dentro i confini di una riproducibilità statica puramente fotografica, nell’ambito di una creazione di forme e figure, linee e colori che spesso non hanno rapporti con la realtà fenomenica.

La storia del cinema d’animazione, in realtà, è anticipata da una lunga “preistoria” che può esser fatta risalire addirittura alle cosiddette ombre cinesi, diffuse in Oriente da migliaia di anni, quindi alle lanterne magiche seicentesche, alle varie camere ottiche del Diciottesimo secolo, fino agli spettacoli fantasmagorici di Robertson e alle invenzioni e applicazioni tecniche e scientifiche dell’Ottocento. Ma dalla sua nascita, tre anni prima del cinema dal vero, attraverso le sperimentazioni tecniche e formali novecentesche fino alle spettacolari produzioni contemporanee, rese sempre più sofisticate anche grazie all’avvento del digitale e delle nuove forme audiovisive transmediali e convergenti, l’animazione cinematografica (e televisiva) è riuscita a godere di notevole libertà creativa rispetto ai condizionamenti inevitabilmente realistici del cinema dal vero. Il corso intende ripercorrere questo lungo itinerario, spesso ondivago ma sempre affascinante, evidenziando, oltre che le differenze tecniche e formali, anche le correlazioni e i punti d’intersezione (oggi sempre più frequenti) con lo scenario complessivo della Storia generale del cinema.

Durante le lezioni frontali e gli incontri laboratoriali, arricchiti dalla fruizione di materiali audiovisivi tematici, il corso intende approfondire i contributi culturali e artistici dei grandi autori e delle varie scuole nazionali (dall’Europa agli Stati Uniti all’Estremo Oriente) che, con le loro opere, hanno fatto sì che il linguaggio dell’animazione cinematografica si evolvesse incessantemente, dai disegni animati agli effetti visivi digitali: da Segundo de Chomón ed Émile Cohl a Oskar Fischinger e Karel Zeman, da Jan Švankmajer e Roland Topor a George Dunning e Bruno Bozzetto, da Winsor McCay e Tex Avery a Walt Disney e Chuck Jones, da Ralph Bakshi fino a John Lasseter e Brad Bird oppure a giganti nipponici come Osamu Tezuka, Isao Takahata e Hayao Miyazaki.

Testo per l’esame: Gianni Rondolino, Storia del cinema d’animazione, Utet, 2003.

 




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