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Diego Del Pozzo

 

Scheda del docente

Diego Del Pozzo è giornalista e docente, storico e critico cinematografico, studioso di metodologie e tecniche della comunicazione e di generi e forme dei media audiovisivi (serialità televisiva e crossmediale, videogames, fumetto e cinema di animazione, nuovi media digitali, comunicazione pubblicitaria). Laureato in Scienze politiche (Indirizzo Storico-politico) con tesi di laurea in Storia e critica del cinema all’Istituto Universitario Orientale di Napoli (oggi Università degli studi di Napoli “L’Orientale”), ha collaborato negli anni con le cattedre di Storia e critica del cinema (prof. Mino Argentieri) e di Storia delle comunicazioni di massa (prof. Valerio Caprara) della stessa Orientale e dell’Università “Federico II” di Napoli (prof. Pasquale Iaccio), svolgendo in entrambi gli Atenei attività di ricerca su cinema, televisione e comunicazione audiovisiva. Insegna Storia del cinema e del video presso l'Accademia di Belle Arti di Bologna ed è docente a contratto presso l’Università degli studi di Napoli “Federico II” (dove insegna Generi e forme dell’audiovisivo nel Corso di studio magistrale in Discipline della musica e dello spettacolo – Storia  e teoria) e dal 2012 presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli, dove insegna come docente a contratto Teoria e analisi del cinema e dell’audiovisivo, Storia del cinema di animazione e Comunicazione pubblicitaria. Dirige la collana di saggistica Pop & Cult della casa editrice CentoAutori e fa parte del comitato scientifico della collana Crocevia di Graphot Editrice e del comitato editoriale della rivista scientifica (classificazione Anvur del 11/08/2020, settore 10/C1) Quaderni di Cinemasud.

È autore di una tra le prime monografie in lingua italiana dedicate al fenomeno della serialità televisiva statunitense, Ai confini della realtà – Cinquant’anni di telefilm americani (Lindau, 2002); e della monografia Marvel Cinematic Universe. Dal fumetto agli audiovisivi digitali: i film di supereroi tra convergenza mediale e nuova serialità (CentoAutori, 2021). Inoltre, è autore dei testi del libro fotografico Scenari – Dieci anni di cinema in Campania (Dante & Descartes / Film Commission Regione Campania, 2006). Ha curato (assieme a Vincenzo Esposito) i volumi Rock Around the Screen. Storie di cinema e musica pop (Liguori, 2009) e Il cinema secondo Springsteen (Mephite-Cinemasud, 2012). Ha pubblicato numerosi saggi scientifici e divulgativi in volumi collettivi, cataloghi di festival, dizionari tematici e periodici specializzati, tra i quali la rivista di Classe A (classificazione Anvur del 11/08/2020, settore 10/C1) “Fata Morgana”, le riviste scientifiche (classificazione Anvur del 11/08/2020, settore 10/C1) “Cinemasessanta”, “Quaderni del CSCI”, “Quaderni di Cinemasud” e testate storiche come “Lo Straniero”, “Quaderni di Cinema” e “Sentieri selvaggi”. Ha collaborato con l’Istituto della Enciclopedia Italiana per l’Enciclopedia del Cinema Treccani diretta da Enzo Siciliano. Scrive regolarmente di cinema e audiovisivi nelle pagine di Cultura e Spettacoli del quotidiano “Il Mattino” e collabora anche con il quotidiano “Il Messaggero”. È vicedirettore del giornale online “Il Crivello”, per il quale coordina anche i settori di Cultura, Spettacoli e Sport.

Per oltre dieci anni ha curato i cataloghi dell’Italian Film Festival di Stoccolma (organizzato dalla FICC – Federazione Italiana dei Circoli del Cinema) e con lo stesso festival ha collaborato dal 1999 al 2015 anche nei ruoli di responsabile dell’ufficio stampa italiano e di curatore di alcune sezioni. È stato responsabile dell’ufficio stampa e comunicazione presso festival cinematografici internazionali (come Il Vento del Cinema, diretto da Enrico Ghezzi), rassegne culturali nazionali (come il Premio Strega a Benevento) ed enti pubblici (Assessorato al Turismo, Spettacolo e Cultura della Regione Campania; Presidenza della Provincia di Napoli; Ente Provinciale per il Turismo di Napoli; Azienda Soggiorno e Turismo di Napoli). Nel 2003, è stato nominato in rappresentanza dell’Assessorato al Turismo, Spettacolo e Cultura della Regione Campania all’interno del gruppo di lavoro per la redazione di uno studio di fattibilità finalizzato alla realizzazione della “Cineteca regionale – Centro cinematografico audiovisivo regionale” prevista dalla Legge regionale n.° 31 del 27 maggio 1982. Inoltre, nel biennio 2005-2006, su incarico del presidente della Provincia di Napoli, ha realizzato un “Censimento e studio delle iniziative, delle risorse, delle problematiche esistenti sul territorio della provincia di Napoli nel settore delle comunicazioni di massa”.

Ha curato rassegne culturali e cinematografiche come Rock Around the Screen (14 marzo – 12 aprile 2012, PAN – Palazzo delle Arti di Napoli) e Il cinema secondo Springsteen (30 maggio – 1 giugno 2012, PAN – Palazzo delle Arti di Napoli), assieme a Vincenzo Esposito. Ha organizzato, condotto e promosso convegni scientifici come Bruce Springsteen e lo “sfuggente sogno americano” (4 novembre 2015, Accademia di Belle Arti di Napoli) e Visioni digitali (19 maggio 2016, Accademia di Belle Arti di Napoli). È ideatore e curatore della manifestazione culturale Nel nome di Stan Lee. La Marvel tra fumetto, cinema e nuovi media digitali. Ha fondato e presiede l’associazione di promozione sociale “Blackout”, circolo del cinema aderente dal 2003 alla FICC – Federazione Italiana dei Circoli del Cinema, la storica associazione impegnata da anni, in Italia e all’estero, nella divulgazione e valorizzazione della cultura cinematografica e audiovisiva attraverso proiezioni, rassegne, dibattiti, conferenze, corsi e attività formative, pubblicazioni cartacee e digitali.

Ambiti di ricerca

Tra i suoi ambiti di ricerca, quello più consistente, pluriennale e ancora in corso, riguarda la serialità televisiva statunitense, studiata fin dalla prima metà degli anni Novanta con un approccio teorico derivante dai Cultural Studies, che hanno avuto proprio nell’Orientale di Napoli uno tra i punti di riferimento accademici in Italia. Tali ricerche sono confluite, nel 2002, nella monografia Ai confini della realtà. Cinquant’anni di telefilm americani, edita da Lindau e arricchita da una prefazione dello storico e teorico del cinema e della televisione Franco La Polla, uno tra i principali studiosi internazionali di tali tematiche. La monografia ha avuto all’epoca una forte influenza sugli studi italiani riguardanti la serialità americana; è stata adottata come testo d’esame nell’ambito di numerosi corsi universitari italiani e recensita positivamente sui media di settore e generalisti. Nel corso degli anni, le ricerche sulla serialità televisiva statunitense hanno prodotto anche numerosi saggi e articoli in riviste o volumi collettivi come, per esempio, Buffy, Dawson e l’orrore della crescita, in Veronica Innocenti e Guglielmo Pescatore (a cura di), Le nuove forme della serialità televisiva. Storia, linguaggio e temi, Archetipolibri, 2008; o La fiction imperfetta. John Sayles e la televisione, in Roberto Pisoni e Giovanni Spagnoletti (a cura di), John Sayles e il cinema indipendente Usa, Lindau, 2003.

Le ricerche teoriche sulla serialità televisiva statunitense s’intrecciano con quelle sulla comunicazione pubblicitaria e crossmediale, sul cinema di animazione e sui fumetti, sui nuovi media e sul rinnovamento dei generi e delle forme dell’audiovisivo in epoca digitale, con particolare attenzione alle reciproche influenze linguistiche tra cinema 2.0 e videogames (intesi come la forma più avanzata, dal punto di vista artistico e industriale, del panorama audiovisivo contemporaneo), al rinnovamento dell’animazione cinematografica e televisiva, alle narrazioni transmediali e immersive, ai mutamenti di un’industria dell’entertainment sempre più convergente (nel senso di convergenza mediale), all’evoluzione delle serie tv di nuova generazione a confronto con la cultura del web, col fenomeno dell’on demand e con piattaforme distributive innovative. Tali ricerche, che hanno prodotto negli anni numerosi saggi in riviste e volumi collettivi, sono state portate avanti – e proseguono ancora oggi – nell’ambito dei corsi tenuti presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli e di quello di Generi e forme dell’audiovisivo presso l’Università Federico II di Napoli; e sono confluite nella monografia Marvel Cinematic Universe. Dal fumetto agli audiovisivi digitali: i film di supereroi tra convergenza mediale e nuova serialità (CentoAutori, 2021; prefazione di Gino Frezza).

Ulteriori filoni di ricerca sono quelli dedicati al macrogenere fantastico sia al cinema che in televisione (esplorato attraverso numerosi saggi, soprattutto sulle riviste scientifiche Cinemasessanta e Quaderni di Cinemasud) e ai rapporti tra cinema, musica rock e immaginario collettivo statunitense, alla base di una serie di saggi teorici per rivista (per esempio, Come una visione. Bruce Springsteen e il cinema americano per la rivista Lo Straniero) e soprattutto di due libri, curati assieme a Vincenzo Esposito: Il cinema secondo Springsteen, Mephite-Cinemasud, 2012; e Rock Around the Screen. Storie di cinema e musica pop, Liguori, 2010 (entrambi adottati come testi d’esame in alcune Università italiane e recensiti positivamente su numerose testate specializzate e generaliste nazionali).


Durante l'anno accademico 2020-2021 insegna le seguenti materie:

Teoria e analisi del cinema e dell'audiovisivo (60 ore, 8 cfa - Triennio di Fotografia-Cinema-Televisione e di Cinema e Audiovisivo)
Primo semestre: lezioni il lunedì dalle ore 9.00 alle ore 13.30, con didattica a distanza in aula virtuale, in seguito alle misure adottate dal Governo italiano per il contenimento del contagio da Covid-19 / Coronavirus. Il corso s'è tenuto nel primo semestre da lunedì 9 novembre 2020 a lunedì 8 febbraio 2021 all'interno dell'apposita classe creata sulla piattaforma Microsoft Teams.

Storia del cinema di animazione (45 ore, 6 cfa - Biennio di Cinema / Animazione)
Secondo semestre: lezioni il giovedì dalle ore 9.00 alle ore 13.30, con didattica a distanza in aula virtuale, in seguito alle misure adottate dal Governo italiano per il contenimento del contagio da Covid-19 / Coronavirus. Il corso inizia giovedì 11 marzo alle ore 9.00 all'interno dell'apposita classe creata sulla piattaforma Microsoft Teams e prosegue ogni giovedì sempre negli stessi orari e sempre all'interno della medesima piattaforma.

Comunicazione pubblicitaria (100 ore, 8 cfa - Biennio di Design della comunicazione)
Secondo semestre: lezioni il mercoledì dalle ore 9.00 alle ore 13.30 e il venerdì dalle ore 14.00 alle ore 18.30, con didattica a distanza in aula virtuale, in seguito alle misure adottate dal Governo italiano per il contenimento del contagio da Covid-19 / Coronavirus. Il corso inizia mercoledì 10 marzo alle ore 9.00 all'interno dell'apposita classe creata sulla piattaforma Microsoft Teams e prosegue ogni mercoledì e venerdì sempre negli stessi orari e sempre all'interno della medesima piattaforma.


 

Anno accademico 2020-2021 - Programma dei corsi:

 

Teoria e analisi del cinema e dell'audiovisivo (Primo semestre)

Il corso di quest’anno, dopo una parte introduttiva sulle principali teorie del cinema, intende esplorare e analizzare le trasformazioni linguistiche, artistiche, tecnologiche e industriali del cinema alla luce delle connessioni e ibridazioni con gli altri media audiovisivi e con le forme della cultura pop emerse nella “società dello spettacolo” e della comunicazione a partire dagli anni Cinquanta del Novecento fino ai giorni nostri, con particolare riferimento agli Stati Uniti d’America intesi come “laboratorio” di tendenze (anche teoriche) poi destinate a diventare globali.

Principali argomenti del corso:

  • Dalle teorie sommerse alle teorie ontologiche e oltre: percorso introduttivo nella teoria del cinema;
  • I cultural studies e i media audiovisivi;
  • L’avvento della televisione e la crisi dell’industria cinematografica negli Stati Uniti del Secondo dopoguerra;
  • Dalla live television alle serie tv registrate: i “casi” delle antologie di Alfred Hitchcock e Rod Serling;
  • Il boom della pubblicità tra “seconda rivoluzione creativa” e “persuasori occulti”;
  • La “nascita dei giovani” e i “rebels without a cause” tra Marlon Brando e James Dean;
  • Cinema e rock / 01: Elvis Presley, l’esplosione del rock and roll e i teen-rock movies;
  • Cinema e fumetto / 01: la Marvel Comics e le nuove forme della serialità pop all'inizio degli anni Sessanta;
  • La dissoluzione dei generi cinematografici classici;
  • Cinema e rock / 02: il 1969;
  • Teoria e prassi della New Hollywood;
  • Gli anni Ottanta e l’era del blockbuster;
  • Videoclip style;
  • Cinema e rock / 03: il “caso di studio” di Bruce Springsteen e del suo runaway american dream;
  • Teorie del macro-genere fantastico;
  • Effetto-nostalgia e ritorni al futuro;
  • Replicanti postmoderni;
  • Il digitale cambia tutto, per sempre;
  • Cinema e fumetto / 02: il fenomeno dei cinecomics e il “caso di studio” del Marvel Cinematic Universe;
  • Cinema/Videogames/Cinema;
  • La quality tv e la nuova golden age della televisione americana;
  • Transmedia storytelling, universi narrativi e nuove narrazioni immersive;
  • Cinema 2.0;
  • Web e nuove piattaforme: cinema/post.

Le lezioni frontali sono arricchite, come di consueto, dalla fruizione di materiali audiovisivi tematici.

L’obiettivo del corso è di fornire agli studenti una più approfondita conoscenza delle trasformazioni che hanno interessato il cinema e il suo linguaggio nel confronto-scontro con gli altri media audiovisivi e con le forme della cultura pop tardo-novecentesche, in un rapporto fatto di influenze reciproche rese sempre più profonde nell’epoca del digitale e della convergenza mediale.

Testi per l'esame: 1) Dispensa a cura del docente; 2) Conoscenza dei materiali audiovisivi proiettati durante le lezioni.

 

Storia del cinema di animazione (Secondo semestre)

Il corso si propone di analizzare l’evoluzione storica del cinema d’animazione, dal punto di vista artistico e industriale, linguistico e tecnologico, a partire dalla nascita nella Parigi del 1892, con il Théâtre optique di Émile Reynaud (tre anni prima, rispetto al Cinématographe dei fratelli Lumière e, quindi, al cinema dal vero), attraverso quasi centotrenta anni di immagini in movimento (filmiche, televisive, videoludiche) realizzate al di fuori del campo della riproducibilità del movimento reale e dentro i confini di una riproducibilità statica puramente fotografica, nell’ambito di una creazione di forme e figure, linee e colori che spesso non hanno rapporti con la realtà fenomenica.

La storia del cinema d’animazione, in realtà, è anticipata da una lunga “preistoria” che può esser fatta risalire addirittura alle cosiddette ombre cinesi, diffuse in Oriente da migliaia di anni, quindi alle lanterne magiche seicentesche, alle varie camere ottiche del Diciottesimo secolo, fino agli spettacoli fantasmagorici di Robertson e alle invenzioni e applicazioni tecniche e scientifiche dell’Ottocento. Ma dalla sua nascita, tre anni prima del cinema dal vero, attraverso le sperimentazioni tecniche e formali novecentesche fino alle spettacolari produzioni contemporanee, rese sempre più sofisticate anche grazie all’avvento del digitale e delle nuove forme audiovisive transmediali e convergenti, l’animazione cinematografica (e televisiva) è riuscita a godere di notevole libertà creativa rispetto ai condizionamenti inevitabilmente realistici del cinema dal vero. Il corso intende ripercorrere questo lungo itinerario, spesso ondivago ma sempre affascinante, evidenziando, oltre che le differenze tecniche e formali, anche le correlazioni e i punti d’intersezione (oggi sempre più frequenti) con lo scenario complessivo della Storia generale del cinema.

Durante le lezioni frontali, arricchite dalla fruizione di materiali audiovisivi tematici, il corso intende approfondire i contributi culturali e artistici dei grandi autori e delle varie scuole nazionali (dall’Europa agli Stati Uniti all’Estremo Oriente) che, con le loro opere, hanno fatto sì che il linguaggio dell’animazione cinematografica si evolvesse incessantemente, dai disegni animati agli effetti visivi digitali: da Segundo de Chomón ed Émile Cohl a Oskar Fischinger e Karel Zeman, da Jan Švankmajer e Roland Topor a George Dunning e Bruno Bozzetto, da Winsor McCay e Tex Avery a Walt Disney e Chuck Jones, da Ralph Bakshi fino a John Lasseter e Brad Bird oppure a giganti nipponici come Osamu Tezuka, Isao Takahata e Hayao Miyazaki.

La parte monografica è dedicata ai rapporti col fumetto industriale, con gli effetti speciali digitali e con le nuove forme seriali audiovisive e propone come caso di studio quello del Marvel Cinematic Universe. 

Testi per l’esame: i testi saranno comunicati prima dell'inizio del corso.

 

Comunicazione pubblicitaria (Secondo semestre)

Il corso si propone di analizzare i linguaggi specifici della comunicazione pubblicitaria, inserendola al tempo stesso nel più ampio sistema dei media contemporanei. In particolare, per fornire agli studenti le necessarie conoscenze e competenze, si intende procedere lungo un percorso che dia spazio ai principi generali e alle tecniche impiegati nel campo dell’informazione giornalistica, alle forme di comunicazione creativa comunemente adottate dalla pubblicità (con particolare riferimento al marketing culturale), ai metodi e agli strumenti finalizzati all’ideazione e all’elaborazione di testi e narrazioni transmediali, alle modalità dell’organizzazione del lavoro editoriale per la produzione di pubblicazioni (cartacee e digitali) specializzate.

Più nel dettaglio, il corso intende delineare le caratteristiche storiche, culturali e linguistiche della comunicazione pubblicitaria, attraverso una panoramica lungo le sue principali linee evolutive nel corso dei decenni, con particolare attenzione alle sue applicazioni nel marketing culturale e nella valorizzazione del patrimonio culturale, ma anche alle relazioni e alle reciproche influenze intessute con altri media e forme d’arte e d’espressione, in particolare cinema, televisione, videogames, web. D’altronde, quella che il teorico americano Henry Jenkins definisce “cultura convergente” ha proprio nella comunicazione pubblicitaria una tra le sue forme espressive peculiari, grazie alla naturale capacità del linguaggio pubblicitario di produrre narrazioni transmediali e, appunto, convergenti.

Come già avvenuto durante i precedenti anni accademici, sulla base dei riscontri positivi da parte degli studenti in termini di partecipazione e di acquisizione di conoscenze e competenze, anche questo corso si articolerà attraverso una parte generale e una monografica; e poi, naturalmente, in una parte pratica finalizzata alla realizzazione del progetto da portare all'esame assieme alle conoscenze teoriche acquisite.

La prima parte sarà dedicata all’ambito specifico della comunicazione pubblicitaria, a partire dall’analisi dei meccanismi tipici della comunicazione persuasiva e dei modi nei quali essi vengono utilizzati per dare efficacia a un messaggio pubblicitario. Si esamineranno le differenze esistenti tra le varie forme di comunicazione persuasiva, come per esempio pubblicità e propaganda. Si passeranno in rassegna gli snodi principali della storia della comunicazione pubblicitaria, anche attraverso l’analisi di esperienze comunicative originali come l’italiano Carosello e dell’opera di autori fondamentali e a modo loro rivoluzionari come, tra gli altri, l’americano Bill Bernbach, l’italiano Armando Testa e il francese Jacques Séguéla. Sarà dedicato ampio spazio, naturalmente, alle varie fasi della progettazione di una campagna pubblicitaria, sia su supporto cartaceo che audio-video, così come alla conoscenza del mercato italiano e globale della pubblicità, a quella dei vari mestieri tipici della pubblicità e dei differenti ruoli e reparti presenti all’interno di un’agenzia pubblicitaria: account, planning, creativi, produzione.

La seconda parte, quella monografica, sarà dedicata ai rapporti della pubblicità con i media audiovisivi e le nuove forme seriali cine-televisive. Tali rapporti saranno analizzati sia attraverso la visione e lo studio degli spot d’autore e degli advermovies realizzati, negli anni, dai più importanti cineasti mondiali (e, oggi più che mai, la pubblicità punta con decisione sul valore delle storie e della narrazione “d’autore”, in modo da provare a re-immaginare con ancora più efficacia comunicativa una realtà fatta a misura di consumatore), sia approfondendo il modo nel quale, per tutta la seconda metà del Novecento, i linguaggi tipici delle narrazioni pubblicitarie hanno contribuito in maniera decisiva a codificare i caratteri tipici dello storytelling della pop culture e della società di massa, modificando irrimediabilmente il modo stesso di concepire un film, una serie tv ma anche un’opera d’arte contemporanea, sia dal punto di vista degli autori che da quello dei fruitori. Dagli anni Ottanta in poi, in particolare, la cosiddetta “estetica del videoclip” e quella della pubblicità, assieme alla fragorosa esplosione delle tecnologie digitali prima e dei social network poi, hanno ribadito ulteriormente la centralità della comunicazione pubblicitaria nello scacchiere dei media al tempo della globalizzazione. Particolare attenzione sarà riservata alle modalità di comunicazione della Disney e della Marvel, con l'analisi del "fenomeno" del Marvel Cinematic Universe.

Il rapporto tra cinema e pubblicità sarà approfondito, quindi, anche durante la parte pratico-progettuale del corso, nella quale ciascuno studente, durante un laboratorio condotto dal docente, dovrà realizzare uno o più manifesti promozionali di un film tratto da un fumetto della casa editrice Marvel Comics non ancora prodotto nella realtà.

Testi per l'esame: i testi saranno comunicati prima dell'inizio del corso.

 




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