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Marina Brancato

 

CV 

Marina Brancato (1975), antropologa. Dal 2011 è docente a contratto presso l’Università degli studi di Napoli L’Orientale dove tiene i laboratori di Giornalismo internazionale e Tecniche di linguaggio giornalistico, dal 2016 è collaboratore di ricerca presso la cattedra di Antropologia culturale e Studi postcoloniali e relazioni interetniche del prof. Miguel Mellino. Nello stesso Ateneo si è laureata in Scienze politiche con una tesi sul ritualismo civile in Ernesto De Martino  e ha conseguito  il titolo di Dottore di ricerca in Scienze antropologiche e analisi dei mutamenti culturali.

E’ membro dell’ EASA Media Anthropology Network  (European  Association  of Social Anthropologists), ha fatto parte del direttivo dell’AISO (Associazione italiana storia orale).

I suoi interessi di ricerca si muovono  incrociando diversi sentieri disciplinari con un focus sull’immaginario collettivo, il concetto di perdita e  sul rapporto tra antropologia, genere e femminismo.

É autrice di un documentario: “Silvia/Italia. L’Irpinia raccontata ascoltando il lavoro femminile” ed ha lavorato sulla rappresentazione mediatica del terremoto in Abruzzo (2009) e in Irpinia (1980).

 

Programma di Antropologia visuale anno accademico 2021-22  - TRIENNIO FOTOGRAFIA, CINEMA E AUDIOVISIVO - I Semestre

Contenuti e Obiettivi:

Il corso fornisce un’introduzione all'antropologia visuale, alla sua storia, ai suoi metodi. Partendo dalla nascita della fotografia e del mezzo cinematografico e del loro impiego nel campo dell’antropologia, le lezioni si propongono di approfondire criticamente le diverse forme d’incontro tra l’antropologo e il linguaggio filmico in specifici contesti culturali. L’obiettivo è quello di fornire gli strumenti per un analisi sia dei contenuti della rappresentazione visuale sia dei contesti nei quali tali rappresentazioni visuali sono prodotte e recepite.

Nello specifico, si rifletterà sul tema della rappresentazione della diversità: dalla consapevolezza teorica relativa allo statuto semiotico dell'immagine alle dimensioni fisiologica, psicologica e culturale che caratterizzano il processo visivo; dalla costruzione degli immaginari dell'Altro, stereotipi, resistenze visuali e sulle diverse rappresentazioni cinematografiche associate all'antropologia (film etnografici, documentari, cinema indigeno).

Attraverso il corso si cercherà quindi di iniziare a sviluppare uno schema di analisi critica della rappresentazione anche attraverso uno sguardo agli sviluppi nella storia dell'antropologia visuale, l'etica dei film etnografici, la posizione dell'antropologo, la ricezione dei film etnografici e le politiche di rappresentazione.

Parte integrante del programma di studio è la lettura di saggi critici sui temi discussi durante le lezioni 

Modalità esame:

Scritto e orale


E’ previsto un esonero scritto a metà corso sulla parte generale (solo frequentant*)

Bibliografia

Parte generale
• C. Grasseni (a cura di), Imparare a guardare. Sapienza ed esperienza della visione, Franco Angeli, Milano 2008 (solo parti scelte in base all’indirizzo di studio)
• C. Pennacini, Filmare le culture. Introduzione all’antropologia visiva, Carocci, Roma 2005

Parte monografica Un libro a scelta tra:
• bell hooks, Elogio del margine. Razza, sesso e mercato culturale, Feltrinelli, Milano 1998
• J. Berger, Questione di sguardi. Sette inviti al vedere fra storia dell’arte e quotidianità, Il
Saggiatore, Milano 2002
• AA.VV., Zoo umani. Dalla Venere ottentotta ai reality show, Ombre corte, Verona 2003

Prima della conclusione del corso verranno messi a disposizione saggi e materiale didattico in formato digitale e/o cartaceo,

Student* non frequentant* dovranno concordare un programma specifico

 

 

 

 

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